Criteri
Decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74, articolo 18; Cpp, articolo 8 e seguenti
L’articolo 18 del decreto legislativo 10 marzo 2000 n. 74 detta le regole per la determinazione della competenza per territorio in relazione al “reato tributario”, stabilendo un criterio di carattere generale, valido ratione materiae per tutti i reati tributari e che sopporta due eccezioni, come reso evidente dalla clausola di salvezza contenuta nel comma 1.
Stabilisce, come criterio di carattere generale, che la competenza per territorio nei reati tributari si determina ai sensi dell’articolo 8 del Cpp, secondo le regole generali valide per i reati comuni, prevedendo che, qualora la competenza per territorio non possa essere determinata ai sensi di tale articolo, è competente il giudice del luogo di accertamento del reato.
Quindi, dal chiaro dato testuale della norma discende che, nei reati tributari, non si applicano le regole supplietive di cui all’articolo 9 del Cpp, in quanto l’unica regola suppletiva applicabile e che rende autosufficiente la disciplina applicabile al reato tributario è quella del luogo di accertamento del reato a norma dell’articolo 18, comma 1, del citato decreto legislativo n. 74 del 2000.
Tale criterio generale, comunque, ammette, come detto, due eccezioni, non applicandosi in due casi:
a) nel caso dei reati tributari cosiddetta “in dichiarazione” che sono quelli previsti dal capo 1 del titolo II del decreto legislativo n. 74 del 2000, per i quali è competente il giudice del luogo in cui il contribuente ha il domicilio fiscale, poiché in tale luogo, secondo l’espressa previsione del’articolo 18, comma 2, il reato si considera consumato;
b) nel caso del reato dell’articolo 8 del decreto n. 74 del 2000, poiché, nell’ipotesi di plurima emissione di fatture nel medesimo periodo di imposta, il reato si considera unico nonostante la pluralità delle condotte: l’art. 18, comma 3, prevede che, qualora le fatture o gli altri documenti per operazioni inesistenti siano stati emessi o rilasciati in luoghi rientranti in diversi circondari, la competenza è attribuita al giudice di uno di tali luoghi in cui ha sede l’ufficio del pubblico ministero che ha provveduto per primo a iscrivere la notizia di reato nel registro previsto dall’articolo 335 del Cpp.
Cassazione penale, Sezione I, sentenza 21 novembre-18 dicembre 2024 n. 46689